Pomici

11 luglio 2010

Tre  piccole  pietre pomici di quattro mila anni fa, “eruzione di Avellino” del Vesuvio, stazionano da qualche settimana sul cammino di casa.
Regalo di Pierpaolo in una sera di estate passata a parlare di vulcani, eruzioni, forza della natura e gioco forza anche dalla vita.

La prima cosa che mi ha detto: “Evita di usarle per grattarti i piedi”.

Anche se come mi è stato detto dal geologo di casa, si trovano in tutta la Campania, io le guardo con un grandissimo rispetto, perchè sono cimeli che esprimono il senso del tempo.

Come diceva la prof. di filosofia chi è in grado di definire la misura del tempo? Il prima e il dopo di questo lento trascorrere inesorabile che non ritorna più?

E cosa sarà  questa pietra confrontandola con la vita di un uomo, chiunque egli sia?
Cosa sono il nostro prima e  il nostro dopo di fronte agli anni trascorsi da questa pietra eruttata dalle bocche del Vesuvio e raccolta molto molto tempo dopo.

Sta lì ferma e immobile mentre la vita trascorre con la felicità e i drammi di tutti i giorni, l’affanno e la corsa di questi anni ad arrivare sempre e comunque da qualsiasi parte, ad avere ed apparire a qualsiasi costo.

Nulla può al senso del tempo che raccoglie questa pietra, che mi invita a pensare alle cose vere della vita.

Non c’è nulla che può…. e io l’ammiro.

Per ora sono diventate due una è stata già regalata.

Grazie Pierp.

mugnaio e gelataio

1 luglio 2010

Imperversa in tv il mitico gelataio della sammontana.
Con la sua fantastica bici va in giro risolvendo  problemi a tutti; spara gelati in notti nuvolose per rallegrare le serate in spiaggia, porta gelati per riempire i cestini di aspiranti cappuccetto rosso.
Più lo guardo, e più mi ricorda qualcuno….. e la frase ” I buoni non si fermano mai”, sembra rubata al presidente Barak Obama.

Questo omino vestito di bianco, con calzoni e giubba da pasticciere lavora in un laboratorio un pò fantasioso e mi trasporta velocemente alla mia infanzia, alle storie del Mugnaio e di Clementina.
E ditemi voi se non gli somiglia…
La fisionomia la stessa, gli intenti gli stessi, i modi di fare pure…. e se la pubblicità prima prendeva spunto dai film, quadri ed opere liriche ora anche dagli spot anni 80′.
Devo ammettere che  lo spot è fatto molto bene, e l’omino mi stà tanto simpatico, la musichetta poi ti porta a ripetere il ritornello come una filastrocca, prima poi lo compro il gelato.

Resta comunque un punto fermo nella mia vita, la gelateria Recupero di Palermo con  ricotta e pistacchio detto  Ri.Pi e il mitico sette veli, sette veli di cioccolato pralinato alla nocciola; il gelato migliore che abbia mai mangiato.

Speriamo che anche loro non si fermino mai!!!
Per chi volesse approfondire:

e questo invece è il mitico mugnaio:

PaNze

15 giugno 2010

Io non sono come la mia cervella gemella dislocata nell’agro.

No io sono più diretta di lei che parla di canotte, bermuda ed infradito per uomo.

Io parlo di panze, di quelle che incontro a Piazza Malta a Salerno, all’uscita dell’ufficio.

Ore 17.30 di un caldo pomeriggio di giugno, io ancora in pantaloni e maglia a maniche corte esco dall’ufficio correndo… e quando mai… carica di borse.
Arrivo trafelata alla fermata, mi giro e vedo una panza di quella da costume, da spiaggia, che girolanzano  di solito sul pelo dell’acqua.
Me la trovo spiaccicata in faccia, lei una quindicenne con mezzo corpo nudo, maglia sotto il seno, gonnelina mini sotto la pancia, i capelli ancora bagnati in attesa del bus.
Una scena da fare invidia ad una spiaggia.

Che dire poi dei fanciulli adolescenti in costume  intenti a comprirsi con i teli da mare nelle loro consumate flip flop.  Paonazzi in volto con i capelli tutti scombinati.

Eleganti quelli che invece sono vestiti di tutto punto in canotta, ciabatte e costume lungo, per un tocco di classe.
Almeno lì non vedi… e non immagini; perchè lo spettacolo è dall’altra parte.

Ultimo ma non meno importante  i pantaloncini di lei con la cellulite che ti fa la ola e vabbè capita …. almeno poteva evitare il cortissimo e optare per un corto.

E in ultimo lui con il braccio appoggiato al palo della luce che mette in bella vista parte del suo braccio irto.

C’è da uscire pazzi d’estate 8-)

costumi

9 giugno 2010

Arriva l’estate, il sole, il mare e i chili di troppo!

Quelli che girovagano lungo i fianchi, le cosce e la pancia, che tu in inverno non hai mai notato, perchè occhio non vede e il cuore non duole.

Poi compaiono all’improvviso e tu sei un pò meravigliato e allo stesso tempo risentito.

Il problema poteva risolversi??

Bhe dipende….

Tutti i giorni manifesti 50×70 che ti parlano di: cellulite, rotolini e grasso in eccesso. I settimanali propinano creme e cremine soluzioni e pozioni magiche: 3, 4, 5 quanti chili vuoi… basta comprare.

E poi passiamo ai costumi, alle splendide modelle, sempre sui settimanali, vestiste e svestite con costumi diversi di tutti i colori tipi, taglio con prezzi indescrivibili.

Non è questione d’invida credetemi, ma di sommersione comunicativa, di quello che noi donne siamo costrette ad essere, ma qualcuno si chiede cosa vorremmo veramente.

Voglio la pubblicità di un buon gelato e di sandali comodi, una buona tisana al posto delle posizioni magiche e non assilatemi con stà storia della magrezza, tanto dopo la magrezza, inizia la bellezza e forse  l’ossessione di un involucro imbastisto da mani chirurgiche per diventare un eterno Dorian Grey.

Grazie, per me vado bene così! :-)

Fruttivendola

8 giugno 2010

Passano gli anni e le stagioni e questo blog il 18 giugno spegne la sua prima candelina.

Un anno di queste pagine, all’inizio pensate e ripensate, poi un pò alla volta venute fuori di getto davanti alla solita tazza di thè, fumante d’inverno, freddo d’estate.

Per l’occasione ho deciso di cambiare l’aspetto grafico, perchè questo blog è donna e come tutte le donne ogni tanto si cambia look, perchè ci si stanca delle stesse cose.
I miei deliri di fruttivendola per citare i blogger che girano sul  blog forse sono a compimento; se no mi piace, vi avviso, continuerò a cambiare fino a quando non trovo il giusto look per descrivere il mio stato d’animo.

Ma come nelle migliori delle occasioni i dovuti ringraziamenti.

Al webmaster Peppe  per l’umana sopportazione, a Barbi cervella gemella dislocata nell’agro e ai lettori che leggono e lasciano commenti o mi commentano di persona
e in ultimo a colui che chiamo la mia metà: Alfredo ti amo.

Piccole cose

5 giugno 2010

“Nella vita sono
importanti le piccole cose:
una piccola villa,
una piccola barca,
un piccolo jet…

Groucho da n. 285 di  Dylan Dog

La seguente citazione è stata letteralmente rubata alla mia metà.

Confetti Rossi/2

26 maggio 2010

“Quando mi trovo in strada non rispondo nemmeno se mi chiedono scusi che ora è….”
Rido dentro di me, non posso dimostrare il mio stupore trattengo il sorriso tra le labbra e riprendo il discorso, dopo un pò che mi sono riconessa.

Rido, perchè mi sembra assurdo chiudersi a riccio, in un mondo dove siamo sempre chiamati a comunicare.
Rifletto sulla mancata capacità di fidarsi dell’altro, di dare come dire un’opportunità, in fondo un sorriso non fa male a nessuno.

Confetti rossi per tutti. :-)

L’anfiteatro degli artisti

23 maggio 2010

Sapete questi posti creati per fare aggregazione, ma che in realtà sembrano i non luoghi di nessuno?
Bene uno di questo è a Montoro Superiore e nello specifico si chiama l’anfiteatro degli artisti nella frazione di Ateranna.
Lo ho appena scoperto leggendolo su facebook.

Costruito alle porte del nostro mitico borgo, porta del parco dei Monti Picentini, questo non luogo locale, è un piccolo anfiteatro a mattoncini alle spalle di alcune abitazioni popolari.
L’anfiteatro è costeggiato da due strade e da una folta erba che in questo periodo sembra un verde campo di grano.

Ancora vicino una pensilina per i piccoli che vanno a scuola, ovviamente la pensilina penserete voi è sulla strada. No miei cari e nella folta boscaglia sopracitata ovvero nel terreno nudo e crudo, immaginatevi quando piove a dirotto….
Ora questo non luogo, almeno a mia memoria, non ha mai visto artisti, mai viste manifestazioni o un’artista fare qualche performace e a questo punto credo che sia quasi doveroso cambiargli nome.

Io suggerisco l’anfiteatro del vuoto, racchiude meglio la sua funzionalità e si comprende subito l’utilità.

Post- ometto visto gli ultimi commenti arrivati da facebook, che questo post è solo esclusivamente frutto del mio sacco.

Vi assicuro che la famiglia ha altro a cui pensare :-)

Confetti rossi

19 maggio 2010

Tecniche di vendita.
Gruppo di persone.

Si discute di telemarketing, quelli che chiamano a casa è scocciano a qualsiasi ora del giorno, in qualunque posto tu sia, loro ti trovano.
Uno dei partecipanti risponde: “Ah io non li faccio nemmeno parlare, riattacco non li sopporto ….”
Io rispondo: “comunque è gente che lavora, di solito provo ad ascoltarli e poi declino l’offerta”.

Parte una smorfia dall’altro lato, un viso che si incupisce, forse perchè un’altra persona del gruppo è toccata dall’argomento, forse perchè fa quel lavoro e si sente bistratta a sentirsi dire quelle cose “mi danno fastidio”.

Forse anche se non sembra quello è un lavoro, non dei migliori, forse, ma un lavoro. Quello che tutti cercano, sognano, anelano in un periodo così brutto dell’economia. Un lavoro come qualsiasi altro che meritterebbe rispetto almeno per chi lo fa.

Il rispetto forse è la prima cosa che dovrebbero insegnare a chi regala confetti rossi.

mosca cinese

14 maggio 2010

Ho visto i danni in tempi non sospetti, durante una giornata di fine autunno di qualche anno fa.
Li rivedo tutti i giorni dal mio terrazzo.
Alberi amputati  dei propri rami per un male che sembra incurabile.

Premetto non sono un dottore in forestale, io vedo solo i danni, un semplice osservatore, ma anche una a cui piacciono i propri monti, girare per castagneti, sentire l’odore della terra e scoprire i segreti di monti che sono un pò il mio albero genealogico.

Passo avanti per dire che ormai la mosca cinese sembra passata a miglior vita, perchè ora è arrivata la vespa cinese. No, non è un ciclomotore, ma un nuovo insetto  che ammazza i castagneti, come dire dopo la mosca ora la vespa…
Non sono io a dirlo ma i quotidiani del salernitano, che dichiarano che questo insetto venga dai monti dell’avellinese.

Quando lo leggo sinceramente ho una fitta al cuore, perchè io sapevo l’inverso, ma comunque qualcuno salverà il nostro patrimonio boschivo?
Qualcuno sta facendo qualcosa? O devo sentire solo il rumore dei motosega, che tagliano, amputano affinchè il male dei castagni non si diffonda.
Un escursionista  mi ha detto: “Marì, la situazione non è delle migliori” devo essere sincera: mi dispiace :-(
L’unica cosa bella di questo posto sono i monti.