Archivi per la categoria ‘presentazioni’

Citazioni

sabato, 8 maggio 2010

E dopo la tradizione popolare:
Ricett’ o pappic’ vicin’ à noce….Ramm’ o tiemp ca te sprtos’”
adattata in inglese con la seguente citazione:

I want Ican

Una nuova massima,
copiata pari pari da una mente eccelsa,

“Grandi menti parlano di idee,
menti mediocri parlano di fatti,
menti piccole parlano di persone”

Eleanor Roosevelt

riso e pomodoro

domenica, 11 aprile 2010

Lunga è la scia dell’odore di pomodoro che gorgheggia nella pentola.
Sono in attesa di calare il riso e cazzeggio su internet, a breve prendo uno degli ultimi racconti di Camilleri “la Rizzagliata” e  anche se l’ora è tarda, continuo a leggere.
Convinta io di leggere un Montalbano, l’ennesimo della mia vasta collezione, mi trovo a  seguire un racconto senza il commissario con un giornalista protagonista.
Tutto sommato non è male, si può fare. :-)

Trenta secondi

sabato, 28 novembre 2009

Voglio perdermi per trenta secondi nei miei pensieri.
Un sospiro e andare sotto acqua dimenticare tutto e tutti, permerdermi nelle onde della mia mente e stare lì mentre ascolto “more than word” degli Extreme.
Respirare senza l’ansia dei minuti che mi rincorrono per tutta la giornata.
Anche questo è sabato.

Sono stanca!

domenica, 4 ottobre 2009

Mesi, in cui ragiono come dissentire su come vengono dipinte le donne in questa società.
È un discorso lungo, tortuoso e antipatico.

Lungo perchè ormai la condizione femminile in Italia, è composta di tomi e non più di capitoli.
Tortuosa perchè ognuno ha il suo modo di intendere  l’esistenza altrui.
Antipatica, perchè si stà sempre a dire le stesse cose.

Perchè le donne sono esclusivamente, aspetto esteriore, ovunque mi giri vedo il sesso femminile sbattuto in prima pagina per gli aspetti estremamente fisici, oggetti, simulacri di sex appeal e di piacere.

E che rottura!!
Perdonatemi, ma è così!

Non sopporto vedere i concorsi di bellezza locali, a miss Italia e miss Campania, miss Università e a breve miss rione e miss vicolo, ma è mai possibile che per essere notate le donne debbano dimostrare esclusivamente gli aspetti fisici?
Vedo giovani ragazze sgambettare di quà e di là, ma oltre ai concorsi che cosa viene offerto a queste prorompenti ragazze nel mondo in cui  viviamo oltre fare la velina,  la meteorina, l’ereditiera,  il reality show e la comparsata nei format domenicali?
Forse un’opportunità, e non dico lavoro perchè quello è oro che cola, dimostrando le proprie competenze e attitudini acquisiste negli anni con il lavoro, la dedizione e perchè anche nello studio.

Per il resto il vuoto, no partecipazione alla citadinanza attiva e tantomeno a quella politica, poche candidate che spariscono al calar delle elezioni.
E’ difficile vivere ghettizzati, come accade alle donne; mentre si è conquisitata l’autonomia personale, economica e perchè no anche quella sentimentale si arranca a ricevere una propria legittimità sociale.

A dimostrare quello che si è portando avanti idee e pensieri e modi di vedere. Quando cambieranno le cose? Quando saremo in grado di prenderci i nostri spazi e smetterla di faci posizionare come oggetti del desiderio sui 6×3?
Farci complessare dallo status fisico del momento, a chi  tira di più sull’alimentazione, e dimenarsi  su quanto siamo ingrassate o dimagrite, ma bensì come menti pensanti dire:” bhè anche io faccio la mia parte in questo mondo!”

p.s. Pubblico questo post, fermo come bozza da circa un mese,  come risposta personale al post scritto dal mio amico Giuseppe  Giaquinto.

Nido

mercoledì, 30 settembre 2009

Racconto una storia, anzi un accadimento della mia esistenza.
Domenica scorsa, ero all’incontro della Federazione Progetto Famiglia, più associazioni impegnate sui temi della vita della famiglia, affido e tanti altri ancora.
Tantissima gente, tantissime persone e bambini a go-go.
A questi incontri ci sono moltissime famiglie provenienti un pò da tutta la regione, arrivano alla spicciolata e ognuno porta qualcosa.
La giornata è lunga e tra incontri, saluti, preghiere, interventi si passa tutta la domenica pomeriggio.
Famiglie che si divertono a stare insieme, sorrisi leggeri, abbracci conversazioni. C’è familiarità tra le persone, gioia nel vedersi, lontani anni luce dagli sguardi vuoti dei centri commerciali domenicali.
Si respira aria buona.
Stò per andare via, scorgo una carozzina, con la coda dell’occhio vedo un bimbo, un neonato.

Lo guardo, evito di avvicinarmi, la donna vicino al piccolo è intenta a dialogare con un’altra persona.

Mi allontano insieme ad una componente della Federazione, gli dico “”Quant’è carino!”
Lei mi risponde: “Lo sai è uno dei bambini che abbiamo in accoglienza, è in attesa di una famiglia.”
Resto di sasso, il bimbo o la bimba, non so nemmeno che sesso sia, è in attesa di qualcuno che lo accolga, resto di sasso, eppure tutte le persone che gli sono intorno all’apparenza sembravano la sua famiglia. In realtà è quella adottiva, temporaneamente. Meno male che ci sono loro, a stargli vicino.

Torno a casa, la giornata è finita, ma il fotogramma è sempre lo stesso, quel piccolino. Di solito quando nasce un bimbo c’è una famiglia che lo accoglie, lo aspetta, ognuno si prepara a dirgli quanto lo ama e quanto lo ha aspettato. Si inzia a parlargli già nella pancia, lo si chiama.
Si decidono nomi, si comprano regali, si avviano indagini sofisticate per comprendere a chi dei genitori somigli di più, si fanno una marea di regali con vestini fru fru che sanno già della stagione successiva, perchè i bimbi crescono in fretta, in una nuvola di affetto che potrebbe traquillamente paragonarsi all’energia prodotta dalle stelle.

In questo momento a quel piccolino o piccolina, queste cose non sono ancora arrivate e non posso che sperare che gli arrivino al più presto.
In bocca al lupo Piccolo!

mostri

sabato, 11 luglio 2009

MOSTRISono comparsi un pò di tempo fa lungo le mura del mio paese .

Disegnati con le bombolette spray: giallo, rosso e verde, con denti acuminati e ghigni al posto dei sorrisi; con la loro prepotenza immaginifica richiamano l’attenzione di tutti quelli che attraversano la stada.

Il muro, credo di proprietà privata, era bianco, anzi grigio, finchè un giorno, uno dei tanti, qualcuno ha deciso di imbrattarlo e si è messo lì a disegnare; sembra strano ma ha fatto la felicità di qualche bambino, che quando gli chiedi: “Come fanno i mostri?”  digrigna i dentini imitandoli, li incontra tutte le mattine  mentre  va all’asilo.

Insieme ai mostri, sono disegnati sulle centraline elettriche  diversi smile, uno di questi fà l’occhiolino, qualcun’altro manda a quel paese chi passa sulla strada,  automobilitisti o pedoni che siano.

Questo writer, a pensarci,  è un arredatore urbano, non fosse altro per aver messo a fuoco un qualcosa che di solito, in strada non si nota nemmeno.

Poi c’è il writer che sta dipingendo la facciata dello stadio comunale  piglio sicuro, con la sua bomboletta completa la sua opera d’arte, a guardarla mastodontica e curata nei particolari.

FOTO

Mi fanno sorridere  questi immagini, per la capacità di ridisegnare un paessaggio troppo volte spento, mettendo un pò di colore, di idee, di pensieri in mostra.
Un messaggio, un urlo, un pugno nell’occhio  per dire: “Sono qua”, chi con la sua arte lineare facendo riviviere vecchi scatolini grigi che ti addocchiano lungo la strada e chi esponendo in un certo modo la sua arte “alla grande”.

Mi piacciono questi giovani che si mostrano!

Non aver paura

sabato, 20 giugno 2009

Che strano titolo per iniziare a metter sù questo blog.

Faccio un passo indietro e parlo di qualche impegno lavorativo della settimana scorsa, campagna di comunicazione contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro.
Carino il claim: “Non aver paura, apriti agli altri, apriti ai diritti”, vi risparmio gli annessi e i connessi, e mi soffermo per un attimo alle scene di vita  che ho vissuto durante la raccolta firme per la sottoscrizione del manifesto.

E’ sabato pomeriggio, ma può essere anche domenica, c’è tutto l’entusiasmo a raccogliere  tante firme, in fondo  chi non è contrario al razzismo; invece  una fila interminabile di persone ha detto no.
“No, sono contrario ” “no, sono indifferente ” “no, sono razzista”. E a chi mi diceva: “scusi ma ancora a fare raccolte firme  su questo argomento? Ma non è un pò sorpassato”, dovevo rispondere necessariamente no.

Sono volata indietro di anni, alle medie, con il famoso libro, che l’insegnante faceva comprare ai genitori, sui temi dell’attualità, e giù: razzismo, xenofobia, l’Europa, l’integrazione, e mi dico che queste parole sono ancora ferme là sulla carta stampata, sui tanti temi scritti a scuola e che la parola integrazione  ancora non ha sviluppato del tutto il suo significato.

Mi capita spesso mentre vado a lavoro, di ritrovare ogni mattina più immigrati  intenti a chiedere l’elemosina, a volte diversi a volte gli stessi, ma sempre lì. Questa quotidianità mi spinge a pensare, che l’altro difficilmente riesci a dimenticarlo ed a anche lui chiede, un posto, un luogo, dove essere sè,  indipendentemente dalla mia opinione.
Mi chiedo spesso cosa incita queste persone a mettersi su una barca ed attraversare lo stretto per arrivare su una terra straniera, oppure mettersi in un bus per arrivare da noi, per un posto che a me non sembra nemmeno bello.

Mi fermo al documentario trasmesso in tv, ad una mamma dell’est che incontra i figli cresciuti dopo parecchi anni, a una famiglia lasciata affinchè questa continui a vivere: una nonna, un marito, un figlio, una figlia, lacrime, commozione, dolore per una separazione durata anni e penso… altro che Raffaella Carrà…!

Eccoci qua!

venerdì, 19 giugno 2009

Questa è la prima pagina del mio blog, erano mesi che cercavo un posto, un luogo dove inziare a scrivere tutto quello che circola costantemente nellla mia mente… poi è arrivata una chiacchiera, la spinta a fare, a scrivere, ed eccoci qua! Il blog.

Non posso inziare senza ringraziare,
Grazie a Giuseppe per il supporto tecnico
Grazie ad Alfredo per starmi sempre a fianco