Archivi per la categoria ‘passeggiate’

Mercato

giovedì, 12 agosto 2010

Vi è mai capitato di girare per mercati?
Sì quelli del paese o rionali, dove si trova di tutto dalla frutta, agli abiti, agli articoli per la casa.

Mi è capitato stamane di girare per quello di S. Pietro di Montoro Superiore ci sono finita per caso così per farci un giro.

E’ estate, sono in vacanza e anche io posso dire come molti:  “Vado a farmi un giro al mercato a S. Pietro” , visto che di solito il mio mercoledì mattina lo passo  a lavoro.

Ci sono molte bancarelle e si tiene nel Parco delle Magnolie  a S. Pietro.

Quando fu inaugurato  i giornali dedicarono molte pagine a questo nuovo spazio, fiore all’occhiello del comune.  Vicino  a questo luogo diverse abitazioni e un plesso scolastico.

Ho anche scoperto che i mercati hanno dei regolamenti di cui i venditori devono tenere conto, io pensavo che dopo aver pagato l’occupazione del suolo ognuno facesse ciò che voleva, invece no….

Si parcheggia lungo la strada, con auto posteggiate su entrambi i lati della strada e di ingorghi  se ne trovano quanti ne volete, alla mia vista nessun vigile all’orizzonte, tranne i soliti arcinoti panchinari che commentano: “Vieni avanti!”  “Vai ca’ cia’ fai..” e l’autista di fronte ti guarda in cagnesco, mentre una signora prova ripetutamente,  con tutta la non curanza  di questo mondo, a parcheggiare  all’entrata del mercato.
Dietro la fila cresce e tu preghi che arrivi l’auto giusta a far scomparire di colpo questo assurdo domino e ti chiedi perchè sei venuto.. e ti rispondi: ” Per farsi un giro..” 8-)

Scorgo   erbacce  lungo i bordi dei viali, alcune stanno a terra schiacciate come se qualcuno avesse provato ad abbassarle,  mentre cammino noto  ai bordi di un terreno antiguo tracce di bruciato, di cosa sinceramente non so, oltre a qualche acquitrinio maleodorante nei pressi di una fognatura.

Prova a parlane con un venditore che nicchia, vabbè non è il caso di chiedere commenti…

A vista sto’ mercato non è un bello spettacolo… bastrebbe tagliare un pò l’erba e togliere quanche rifiuto per migliorarlo di netto.

In fondo è un luogo pubblico mercato di giorno, parco di pomeriggio.

Mosca Cinese/2

domenica, 11 luglio 2010

Carissimi

a tutti quelli che cercano news sull’argomento, il mio amico Pierpaolo, agronomo, ci suggerisce un articolo sul tema, spero che questo sia più informativo dei miei post.

L’articolo è editato dal periodico ” Obiettivo Campania – sapori e tradizioni“.
Per visionare l’articolo pagina 13.

Buona lettura a tutti!

L’anfiteatro degli artisti

domenica, 23 maggio 2010

Sapete questi posti creati per fare aggregazione, ma che in realtà sembrano i non luoghi di nessuno?
Bene uno di questo è a Montoro Superiore e nello specifico si chiama l’anfiteatro degli artisti nella frazione di Ateranna.
Lo ho appena scoperto leggendolo su facebook.

Costruito alle porte del nostro mitico borgo, porta del parco dei Monti Picentini, questo non luogo locale, è un piccolo anfiteatro a mattoncini alle spalle di alcune abitazioni popolari.
L’anfiteatro è costeggiato da due strade e da una folta erba che in questo periodo sembra un verde campo di grano.

Ancora vicino una pensilina per i piccoli che vanno a scuola, ovviamente la pensilina penserete voi è sulla strada. No miei cari e nella folta boscaglia sopracitata ovvero nel terreno nudo e crudo, immaginatevi quando piove a dirotto….
Ora questo non luogo, almeno a mia memoria, non ha mai visto artisti, mai viste manifestazioni o un’artista fare qualche performace e a questo punto credo che sia quasi doveroso cambiargli nome.

Io suggerisco l’anfiteatro del vuoto, racchiude meglio la sua funzionalità e si comprende subito l’utilità.

Post- ometto visto gli ultimi commenti arrivati da facebook, che questo post è solo esclusivamente frutto del mio sacco.

Vi assicuro che la famiglia ha altro a cui pensare :-)

mosca cinese

venerdì, 14 maggio 2010

Ho visto i danni in tempi non sospetti, durante una giornata di fine autunno di qualche anno fa.
Li rivedo tutti i giorni dal mio terrazzo.
Alberi amputati  dei propri rami per un male che sembra incurabile.

Premetto non sono un dottore in forestale, io vedo solo i danni, un semplice osservatore, ma anche una a cui piacciono i propri monti, girare per castagneti, sentire l’odore della terra e scoprire i segreti di monti che sono un pò il mio albero genealogico.

Passo avanti per dire che ormai la mosca cinese sembra passata a miglior vita, perchè ora è arrivata la vespa cinese. No, non è un ciclomotore, ma un nuovo insetto  che ammazza i castagneti, come dire dopo la mosca ora la vespa…
Non sono io a dirlo ma i quotidiani del salernitano, che dichiarano che questo insetto venga dai monti dell’avellinese.

Quando lo leggo sinceramente ho una fitta al cuore, perchè io sapevo l’inverso, ma comunque qualcuno salverà il nostro patrimonio boschivo?
Qualcuno sta facendo qualcosa? O devo sentire solo il rumore dei motosega, che tagliano, amputano affinchè il male dei castagni non si diffonda.
Un escursionista  mi ha detto: “Marì, la situazione non è delle migliori” devo essere sincera: mi dispiace :-(
L’unica cosa bella di questo posto sono i monti.

Serre

sabato, 1 maggio 2010

Come dico sempre per lavoro, anche nei giorni di festa, si finisce nei posti più disparati della provincia di Salerno.
Io che di questo territorio conosco pochi posti.

Oggi, come due settimane fa, mi è toccata Serre, nascosta ai piedi degli Alburni.
Mi è piaciuta subito.

Le sue sinuose curve prima di arrivarci arredate di  un verde rigogliso. Tappeti di fiori che accompagnano lungo la strada, aria pulita e verdi distese che si perdono a vista d’occhio, picchiettate di papaveri e fiori di campo.

Viene vogli di fermarsi e farsi una nuotata in quel verde, tuffarsi e nascondersi un pò da tutto ciò che rincorre questa vita. Il paesino è raccolto in un nugolo di case, al centro del paese la biblioteca, intorno pale eoliche che fanno energia.

Al bar al centro del paese, incontro un simpatico barista, con cui mi complimento, per il posto: “è Bellissimo” gli dico.

( Io che stamane, alle sette, ho aperto le finestre e mi sono ricordata dell’odore fetido del mattino, di qualcosa buttato dell’aria che ha un non so che di concia. La mattina l’aria dovrebbe essere fresca e frizzatina, ma qui a casa mia non è così a primavera, anche se sono ai piedi di un’area destinata ad essere Parco).

E lui mi risponde: “Sa io lotto  affinchè questo paese diventi più paese e meno città, come qualche volta si desidera”.

Mi complimento,
Serre mi piace due volte,
spero di ritornarci presto. :-)

Freddo

mercoledì, 14 ottobre 2009

Vorrei scrivere.
Ggli argomenti mi ronzano nel cervello, ma da lì nessuno vuole uscire.

É il freddo, credo, che rattrapisce parte  della mia mente, eppure questo freddo lo conosco.
É quello che ho sentito a 14 anni nelle mie prime uscite serali, quando la ritirata era alle 21.00 e torni a casa, sperando che i tuoi non si arrabbino per l’ennesimo ritardo…cosa da fare ridere se la racconti.

Quel freddo, coperta di maglie, felpa e cappello, mentri se lì in montagna , a diversi metri di altezza e stai a pensare  “E se nevica come si scende da quà sopra”.

E quello che fà cadere le foglie a fine ottobre, e ricopre tutto indistintamente di marrone e dove non vedi più nulla se una distesa di foglie stanche, dove ti viene la voglia di tuffarti… e lì provare a lasciare  tutti i pensieri.

Elea

lunedì, 24 agosto 2009

Le mie vacanze, quest’anno in Cilento, al mare.
Piccola parentesi culturale ad Ascea a visitare le rovine dell’antica Velia – Elea.
Partenza da Castellabate ore 7.30, un caldo tremendo che insieme alla mia metà, Alfredo, decidiamo di evitare,  viste le nostre passate escursioni tra le rovine di Selinunte, Agrigento e Segesta.
Partiamo preparati, acqua, zainetto, occhiali da sole le esperienze passate sono un tesoro da non perdere.

Arriviamo agli scavi attraversando il Cilento. Per la prima volta ho visto le meraviglie della costa, le montagne spoglie, gli strapiombi, le insenature, le spiaggie nascoste, bisogna fare capolino dal finestrino per guardarle, il mare blu intenso  azzurro sotto la costa: bellissima.

Arrivo alle 8.05 minuti ad Ascea attraversando Acciaroli, Pioppi, Casalvelino, tutte bandiere blu.

All’entrata del paese il Tom Tom, fido compagno da circa un anno dei nostri viaggi e viaggetti, ci comunica  che abbiamo raggiunto la meta, ma di fronte ai nostri occhi un parcheggio auto e un ponte ferroviario.
Ma dove saranno questi scavi?”
Facciamo un pò avanti e indietro e nel frattempo dò dello scemo al tom tom; chiediamo indicazioni ad un passante, che ci dice: “Guardate che sono all’inizio del paese…”, torniamo indietro e nel frattempo mi scuso con il tom tom.
Aveva ragione, peccato che l’insegna, in legno, fosse coperta  parzialmente da un auto. All’entrata, ore 8.30 ci comunicano che le visite inziano alle 9.00, per una volta che non partiamo a mezzogiorno ci tocca aspettare.

Decidiamo di allontarci a prendere un caffè presso un punto ristoro, occassione per comprare un giornale, tra le riviste noto anche pubblicazione relative agli scavi, sobh…. sono tutte in tedesco, qualcosa c’è in italiano ma hanno un sapore vagamente illustrativo, stile anni 80′…. meno male che durante la mia villeggiatura ho trovato un testo del 1975 sulla storia del Cilento almeno sono arrivata agli scavi preparata.

Entriamo puntuali, non siamo in molti a visitare il posto,  forse è l’ora, forse il caldo, alla vista dei biglietti, restiamo stupiti prezzo dell’entrata lire 4000, a guardare la cifra ho un certo disagio dove sono finiti gli euro, ah… eccoli a sinistra dei biglietti, decidiamo di conservarli questi sono dei cimeli, sfido qualcuno a trovare un biglietto con cifra.

Ma la lira da quanto tempo è andata via?
Quattro, cinque anni fa e questi biglietti perchè sono ancora in giro?
Forse sono un souvenir.

BIGLIETTI

Visitiamo gli scavi, tenuti molto bene, puliti, no cartacce, passerelle per le persone in carrozzella e indicazioni per i non vedenti, anche i disabili quindi hanno diritto alla cultura.

Valeva la pena venire, erano circa dieci ani che provavo a venirci, è dal lontano 2000 che assilavo la mia metà, per farmici portare.

Mi Aspettavo qualche pietra e la porta rosa, invece ci  sono insediamenti di una piccola civilta, trasferitesi dalla Turchia in Italia nel V sec. A.C. strade, rovine di templi, qualche casa romana, le terme, le necropoli, quelle non mancano mai, e la porta rosa scoperta nel 1965.

Uno spettacolo vederla, un’emozione ammirarla nella sua interezza.

Arriviamo sulla collina il sole scotta, meno male che ho messo la crema solare, insieme a noi un anziano signore e un paio di famigliole, uno spicchio di teatro romano e le torri con un panorama meraviglioso, il mare abbraccia dolcemente le colline, c’è solo da assaporare la fresca arietta che spira e godersi l’incanto.VISTA

Riscendiamo, la passeggiata  è durata due ore, ci hanno fatto compagnia: libellule rosse, prontamente fotografate, api, nei pressi delle fontanelle, tantissime zanzare, Elea è piena d’acqua.

Ci fermiamo per un attimo ai bagni di nuova costruzione, peccato che le porte dell’entrata sia totalmente rovinate, gli interni sono  pieni di formiche e zanzare eppure la struttura è  nuova, stesso discorso per una serie di strutture moderne, credo siano punti espostivi, totalmente vuoti, ricchi di polvere e di fogliame finanziati manco a dirlo con i fondi europei, lo dice la targa posizionata in bella vista sul muro dell’entrata.

Peccato questo posto merita.