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Sugo

domenica, 22 agosto 2010

I bagnanti si  godono gli scogli sbucati con la bassa marea, chi prende il sole, chi chiacchiera, chi raccoglie piccole cozze.
Un granchio piccolino gironzola tra le sedie a sdraio pronto a lanciarsi in mare.
Piccoli pesciolini nuotano a distanza nella loro riserva naturale fatta di pietre grosse, dove non puoi andarti a bagnare se non  vuoi rischiare di romperti qualcosa scivolando.

In mezzo agli ombrelloni, quando il sole sale, inzia a farsi a strada la fame da spiaggia. Quel breve rantolio che non ti abbandona mai mentre sei sul tuo lettino  e  provi a colmare in tutti i modi: acqua, thè, bibite varie, patatine, merendine, dolciumi di tutti i tipi, frutta e quanche bagno a mare.

Perchè occhio non vede e fame non viene o almeno provi a dimenticarla. :-)

Dopo le zeppole e i bomboloni alla crema del mattino, a mezzogiorno spunta  un barattolo in vetro con sugo di pomodoro pronto all’uso, accompagnato da  penne precotte tenute in mini contenitori in alluminio.
Un pò di shakeraggio al sugo e via sulla pasta, altro che take- away… La pasta è pronta allo gnam-gnam e nessuno si tira indietro.
In fondo questo è il pranzo della domenica.

Due ombrelloni più là dei panini al pomodoro e insalata di riso  e non manca l’ombrellone americano con panini farciti di  wursterl,  patatine, maionese e pure il ketchup.
A metà pomeriggio il rantolio ritorna sotto costa,  allora che si fà?
Panino, scusatemi pane casareccio con braciola e melanzane al sugo di  pomodoro.

Tripudio di sapori.

Non c’è nessuno in spiaggia che non tira una sbirciartina sotto gli occhiali e qualcuno si chiede cosa mai ci sarà????

A mare le sorprese non finiscono mai.

Cala il sole, anzi prova a scomparire tra le montagne .

Il barattolino del sugo è vuoto, il vetro ancora paonazzo di tracce di sugo campeggia sul tavolino dell’ombrellone, sopra a un barattolo che sembra di gelato, ma è solo crema protettiva per capelli,
cosa avete pensato???????

8-)

costumi

mercoledì, 9 giugno 2010

Arriva l’estate, il sole, il mare e i chili di troppo!

Quelli che girovagano lungo i fianchi, le cosce e la pancia, che tu in inverno non hai mai notato, perchè occhio non vede e il cuore non duole.

Poi compaiono all’improvviso e tu sei un pò meravigliato e allo stesso tempo risentito.

Il problema poteva risolversi??

Bhe dipende….

Tutti i giorni manifesti 50×70 che ti parlano di: cellulite, rotolini e grasso in eccesso. I settimanali propinano creme e cremine soluzioni e pozioni magiche: 3, 4, 5 quanti chili vuoi… basta comprare.

E poi passiamo ai costumi, alle splendide modelle, sempre sui settimanali, vestiste e svestite con costumi diversi di tutti i colori tipi, taglio con prezzi indescrivibili.

Non è questione d’invida credetemi, ma di sommersione comunicativa, di quello che noi donne siamo costrette ad essere, ma qualcuno si chiede cosa vorremmo veramente.

Voglio la pubblicità di un buon gelato e di sandali comodi, una buona tisana al posto delle posizioni magiche e non assilatemi con stà storia della magrezza, tanto dopo la magrezza, inizia la bellezza e forse  l’ossessione di un involucro imbastisto da mani chirurgiche per diventare un eterno Dorian Grey.

Grazie, per me vado bene così! :-)

Fruttivendola

martedì, 8 giugno 2010

Passano gli anni e le stagioni e questo blog il 18 giugno spegne la sua prima candelina.

Un anno di queste pagine, all’inizio pensate e ripensate, poi un pò alla volta venute fuori di getto davanti alla solita tazza di thè, fumante d’inverno, freddo d’estate.

Per l’occasione ho deciso di cambiare l’aspetto grafico, perchè questo blog è donna e come tutte le donne ogni tanto si cambia look, perchè ci si stanca delle stesse cose.
I miei deliri di fruttivendola per citare i blogger che girano sul  blog forse sono a compimento; se no mi piace, vi avviso, continuerò a cambiare fino a quando non trovo il giusto look per descrivere il mio stato d’animo.

Ma come nelle migliori delle occasioni i dovuti ringraziamenti.

Al webmaster Peppe  per l’umana sopportazione, a Barbi cervella gemella dislocata nell’agro e ai lettori che leggono e lasciano commenti o mi commentano di persona
e in ultimo a colui che chiamo la mia metà: Alfredo ti amo.

Da che parte inizio?

mercoledì, 18 novembre 2009

Inizio con una notizia della settimana scorsa sullo sgombero a San Nicola Varco, ex mercato ortofrutticolo della città di Eboli.

Resto lì, in un posto dove forse sarò passata un pò di volte, mentre andavo a mare.
Vecchie mura dove hanno trovato casa più di 800 migranti, per la maggior parte nord africani. Mura che diventano casa e che ad un tratto vengono abbandonate perchè inizia lo sgombero.

Nei giorni che seguono, compaiono foto su facebook sulla pagina di una giovane ragazza che non conosco, ci finisco per caso, una foto taggata mi incuriosisce, disegna la storia di questo luogo.   Lungo un canneto si vedono volti, passi, file di persone e un verde quello della vegatazione che incornicia l’intera la situazione.

Le foto raccontano passi silenziosi, sguardi bassi, sacchi, borsoni spinti su scheletri di passeggini per neonati, appesantiti dalla casa, quelle borse, costruita chissà da quanto tempo tra le mura di S. Nicola. Quei volti, quei passi fanno pensare.
Un ex mercato ortofrutticolo costruito per rilanciare negli anni 80′, il futuro agricolo della piana del sele, uffici amministrativi, spazi, mai vissuti se non dalle speranze di chi è venuto a lavorare in Italia.

Penso a loro, ai migranti, allontanati  prima dell’arrivo delle ruspe,  che camminano, silenziosi, per trovare un’altra sistemazione  in cui vivere, o sarebbe meglio dire sopravvivere, portandosi come le lumache  la loro casa sulle spalle.
Penso al futuro rubato alle generazioni del Sele, quelle di trenta anni  fa e quelle di ora, che non hanno visto il loro futuro crescere insieme al mercato ortofrutticolo, credo e suppongo costruito con soldi pubblici, ad un’esistenza  messa sù da qualche altra parte del paese.

Non ci resta che leggere!

domenica, 20 settembre 2009

Non ci resta che leggere, a noi comuni mortali, destinati tra i due fuochi dei media.
Tra quelli che si dicono di destra e  chi di sinistra.
Basta una parola, un pensiero, che tutto inzia così, come la pioggia di stasera, a essere argomento da legare alla politica: dici che che le cose vano male, certo sei di sinistra. Dici le cose vanno bene, sei filoberlusconiamo, tutto diventa colore.
I problemi quelli veri, interessano a pochi e nessuno, quelli sono singoli e non della collettività.
Non ci resta che leggere, approfondire, pensare, riflettere e se hai fortuna condividere con  persone normali, semplici, che non inizino a colorarti dalla testa ai piedi: sarà rosso o blu??

Caldo

giovedì, 16 luglio 2009

Finalmente fà caldo!
Lo so sembro pazza, ma aspettavo da questo inizio estate che iniziasse un pò di calura almeno per sentire l’arrivo della bella stagione.

Giugno è stato terribile e per la prima volta ho scoperto, cosa significa beccarsi un’acquazzone in strada, nemmeno da bambina ho mai preso tanta acqua.
Mi piace il caldo soprattutto la sera, quando le finestre restano aperte e i grilli, quei pochi che abitano nella mia zona, iniziano il loro concertino notturno, meno per i moscerini che girano intorno alle fonti di luce di casa, idem per le zanzare…

Dalla pagina di facebook della mia amica Barbara,  ho letto un articolo del Corriere della Sera di cui pubblico un link, sul piacere dell’imprevedibilità, e di come oggi giorno siamo abituati a sapere tutto eternamente in anticipo, una ricorsa ai tempi, come dice lo stesso autore articolo.

Consiglio di leggerlo, scommetto che tutti hanno un pensiero, un’immagine un ricordo sulle estate torridi come dei freddi inverni vissuti da bambino, dove non c’è condizionatore che tenga.