Lo scritto su Facebook, e la mia cervella gemella mi ha chiesto tra le righe più chiarezza, fosse facile Barbara…
Qualche anno fa sono stata condannata da un tribunale fatto di un numero di persone imprecisato per un errore commesso, a mio parere in buona fede. Condannata perchè non ebbi opportunità di espriemere la mia versione dei fatti.
Quell’errore fu frutto della mia impulsività, ma sfortunatamente più persone vi hanno ricamato sopra nei mesi successivi, passando di palo in frasca. Calunnie, dicerie, detti e non detti fino a toccare la vita personale e privata.
Sono stata pittata come una poco di buono, perchè una donna quando lei vuole fare male, basta dire che una….. e tutto si aggiusta.
Lo presa a male molto male, mi sono leccata le ferite per anni, sono uno che prende seriamente tutti,anche gli idioti.
Poi con tempo tutto è passato ho cambiato gente, giri, persone, cancellato numeri di telefono, evitato di rispondere a telefonate fatte alle 7.00 del mattino, ho chiuso ponti, ho tolto il saluto; perchè l’orgoglio di essere quella che sono non me lo toglie nessuno.
Mi sono detta cambia pagina.
Ho fatto bene non me ne pento.
Oggi l’illuminazione dopo aver visto una foto e ho scritto su facebook per renderlo noto anche agli idioti:
“Pensa che è stata giudicata e condannata senza processo
e si rende conto di essersi mangiata il fegato per nulla, per troppi anni e soprattutto per la stupidità della gente
e questa è la cosa di cui mi pento di più in assoluto:
Dare aurienza ai cretini e agli invidiosi………………….”
17 luglio 2010 at 14:48
a parte qualche H mangiata è davvero un bel post..vai scassa tuttoooooooooooooooooooooooooooooooo
poi però mi dici a che ti riferisci?
17 luglio 2010 at 18:42
Mica è uno sono parecchi
18 luglio 2010 at 00:39
Stupendo… 3:-)
29 luglio 2010 at 09:54
“Mai litigare con un cretino. Potrebbe non notarsi la differenza”
29 luglio 2010 at 15:08
Caro Giuseppe, se ci avessi litigato avrei chiarito , invece no si è preferito ricamare, rimarcare, sottolineare qualsiasi cosa purchè affrontarmi.
Non tutti reggono il confronto.