Inizia la settimana santa. Tra ciliegi in fiore e peschi e noccioli che non hanno avuto la pazienza di aspettare, sono già fioriti.
La montagna sopra casa è pronta ad esplodere nonostante i danni della mosca cinese sui castagni, rasati, amputati delle loro braccia, affinchè il male non arrivi troppo nel profondo.
Inizia la settimana più importante dell’anno liturgico per i cristiani, ed uno dei miei momenti preferiti più del Natale, forse perchè meno consumistico e meno da cartolina e frasi fatte.
Da giorni sbacchetto su You tube alla ricerca di video ricette sulla pastiera napoletana; leggo ricette e mi confronto con gli chef di mia conoscenza: mia madre, che continua a spergiurare che lei nelle sue pastiere ha sempre messo la crema pastiecciera… mah!!! A me non sembra.
A mia sorella con i moderni mezzi della cucina,” il robot ellettrico,” con cui litigherò per le mie posizioni preistoriche di fare tutto a mano, mia suocera e mia nonna che mi dice “Ma che cos’è questa pastiera??” perchè lei la chiama “pizza di grano”.
Tra qualche giorno inizieremo a prepararla, non c’è nulla che mi ricordi di più la Pasqua che l’odore del grano bollito e delle fiale di fiori d’arancio, lo spriginarsi di questi odori tra le stanze di casa e le scale del palazzo dove a seconda del piano annusi fattezze e consistenze diverse di questo dolce.
Buona Pasqua a tutti.