Le mie vacanze, quest’anno in Cilento, al mare.
Piccola parentesi culturale ad Ascea a visitare le rovine dell’antica Velia – Elea.
Partenza da Castellabate ore 7.30, un caldo tremendo che insieme alla mia metà, Alfredo, decidiamo di evitare, viste le nostre passate escursioni tra le rovine di Selinunte, Agrigento e Segesta.
Partiamo preparati, acqua, zainetto, occhiali da sole le esperienze passate sono un tesoro da non perdere.
Arriviamo agli scavi attraversando il Cilento. Per la prima volta ho visto le meraviglie della costa, le montagne spoglie, gli strapiombi, le insenature, le spiaggie nascoste, bisogna fare capolino dal finestrino per guardarle, il mare blu intenso azzurro sotto la costa: bellissima.
Arrivo alle 8.05 minuti ad Ascea attraversando Acciaroli, Pioppi, Casalvelino, tutte bandiere blu.
All’entrata del paese il Tom Tom, fido compagno da circa un anno dei nostri viaggi e viaggetti, ci comunica che abbiamo raggiunto la meta, ma di fronte ai nostri occhi un parcheggio auto e un ponte ferroviario.
” Ma dove saranno questi scavi?”
Facciamo un pò avanti e indietro e nel frattempo dò dello scemo al tom tom; chiediamo indicazioni ad un passante, che ci dice: “Guardate che sono all’inizio del paese…”, torniamo indietro e nel frattempo mi scuso con il tom tom.
Aveva ragione, peccato che l’insegna, in legno, fosse coperta parzialmente da un auto. All’entrata, ore 8.30 ci comunicano che le visite inziano alle 9.00, per una volta che non partiamo a mezzogiorno ci tocca aspettare.
Decidiamo di allontarci a prendere un caffè presso un punto ristoro, occassione per comprare un giornale, tra le riviste noto anche pubblicazione relative agli scavi, sobh…. sono tutte in tedesco, qualcosa c’è in italiano ma hanno un sapore vagamente illustrativo, stile anni 80′…. meno male che durante la mia villeggiatura ho trovato un testo del 1975 sulla storia del Cilento almeno sono arrivata agli scavi preparata.
Entriamo puntuali, non siamo in molti a visitare il posto, forse è l’ora, forse il caldo, alla vista dei biglietti, restiamo stupiti prezzo dell’entrata lire 4000, a guardare la cifra ho un certo disagio dove sono finiti gli euro, ah… eccoli a sinistra dei biglietti, decidiamo di conservarli questi sono dei cimeli, sfido qualcuno a trovare un biglietto con cifra.
Ma la lira da quanto tempo è andata via?
Quattro, cinque anni fa e questi biglietti perchè sono ancora in giro?
Forse sono un souvenir.

Visitiamo gli scavi, tenuti molto bene, puliti, no cartacce, passerelle per le persone in carrozzella e indicazioni per i non vedenti, anche i disabili quindi hanno diritto alla cultura.
Valeva la pena venire, erano circa dieci ani che provavo a venirci, è dal lontano 2000 che assilavo la mia metà, per farmici portare.
Mi Aspettavo qualche pietra e la porta rosa, invece ci sono insediamenti di una piccola civilta, trasferitesi dalla Turchia in Italia nel V sec. A.C. strade, rovine di templi, qualche casa romana, le terme, le necropoli, quelle non mancano mai, e la porta rosa scoperta nel 1965.
Uno spettacolo vederla, un’emozione ammirarla nella sua interezza.
Arriviamo sulla collina il sole scotta, meno male che ho messo la crema solare, insieme a noi un anziano signore e un paio di famigliole, uno spicchio di teatro romano e le torri con un panorama meraviglioso, il mare abbraccia dolcemente le colline, c’è solo da assaporare la fresca arietta che spira e godersi l’incanto.
Riscendiamo, la passeggiata è durata due ore, ci hanno fatto compagnia: libellule rosse, prontamente fotografate, api, nei pressi delle fontanelle, tantissime zanzare, Elea è piena d’acqua.
Ci fermiamo per un attimo ai bagni di nuova costruzione, peccato che le porte dell’entrata sia totalmente rovinate, gli interni sono pieni di formiche e zanzare eppure la struttura è nuova, stesso discorso per una serie di strutture moderne, credo siano punti espostivi, totalmente vuoti, ricchi di polvere e di fogliame finanziati manco a dirlo con i fondi europei, lo dice la targa posizionata in bella vista sul muro dell’entrata.
Peccato questo posto merita.
25 agosto 2009 at 09:24
Oltretutto, non hanno portato a 4 Euro il costo del biglietto…
Ci passo quasi ogni anno, non mi sono mai fermato (mea culpa), ma alla prossima occasione faccio una capatina.
P.S.: sono trascorsi più di sette anni dall’introduzione dell’Euro…
25 agosto 2009 at 10:31
Bhè come dire siamo patriottici su certe cose, non riusciamo a dimenticare l’amata lira.
Se decidi di passarci consiglio vivamente il tiepido autunno,il caldo logora la passeggiata.
Se sei fortunato trovi anche una piccola chiesa adibita a museo, con i reperti ritrovati, quando siamo andati, purtroppo,era chiusa.