Sono comparsi un pò di tempo fa lungo le mura del mio paese .
Disegnati con le bombolette spray: giallo, rosso e verde, con denti acuminati e ghigni al posto dei sorrisi; con la loro prepotenza immaginifica richiamano l’attenzione di tutti quelli che attraversano la stada.
Il muro, credo di proprietà privata, era bianco, anzi grigio, finchè un giorno, uno dei tanti, qualcuno ha deciso di imbrattarlo e si è messo lì a disegnare; sembra strano ma ha fatto la felicità di qualche bambino, che quando gli chiedi: “Come fanno i mostri?” digrigna i dentini imitandoli, li incontra tutte le mattine mentre va all’asilo.
Insieme ai mostri, sono disegnati sulle centraline elettriche diversi smile, uno di questi fà l’occhiolino, qualcun’altro manda a quel paese chi passa sulla strada, automobilitisti o pedoni che siano.
Questo writer, a pensarci, è un arredatore urbano, non fosse altro per aver messo a fuoco un qualcosa che di solito, in strada non si nota nemmeno.
Poi c’è il writer che sta dipingendo la facciata dello stadio comunale piglio sicuro, con la sua bomboletta completa la sua opera d’arte, a guardarla mastodontica e curata nei particolari.

Mi fanno sorridere questi immagini, per la capacità di ridisegnare un paessaggio troppo volte spento, mettendo un pò di colore, di idee, di pensieri in mostra.
Un messaggio, un urlo, un pugno nell’occhio per dire: “Sono qua”, chi con la sua arte lineare facendo riviviere vecchi scatolini grigi che ti addocchiano lungo la strada e chi esponendo in un certo modo la sua arte “alla grande”.
Mi piacciono questi giovani che si mostrano!
12 luglio 2009 at 07:58
inutile dirlo che quel bimbo e’ mio figlio la mattina quando va all’asilo bisogna fermarci a vedere i MOSTRI. MARIA la tua foto non e’ completa perch
12 luglio 2009 at 15:43
Assolutamnete sì, la foto è stata tagliata perchè a mio avviso c’era un messaggio alquanto volgare vicino ad uno dei mostri.
C’è da dire che io e tuo figlio ci facciamo impressionare dalle stesse cose, ma allo stesso tempo questo writer è riuscito a destare l’attenzione di un bambino, e non è cosa da poco!
13 luglio 2009 at 09:25
chiedo all’autore di risanare il mostro arancione da quella che io chiamo bua al mostro.