Maria Siano – blog personale

Diario online di una libera pensatrice…


by Maria
0 comments

Vorresti che

Vorresti mettere i piedi a terra fino a farli aderire al terreno.
Un rapido calcolo di tempi e modi per sentirsi caldi d’inverno e freschi d’estate.
Un semplice sorriso e strane idee da realizzare.

Ricominci a fare dolci, preparare piatti strani, modificare e rifare pietanze
provando a miscelare semplici ingredienti e santa pazienza.
Guardare ciò che prepari, come dice Giuseppe, e pensare positivo
affinchè arrivi l’amore tra le pieghe di ciò che arriva al palato.


by Maria
0 comments

Sono due

“Ciao come stai?!”
“Tutto bene!”
Sbrigate le solite faccende lavorative hai chiuso con: “Sei sempre gentile”
Risposta: “Grazie figurati!”

Di lì il silenzio.
Ti ricordo ancora.

Sono due.


by Maria
0 comments

Pupazzi

Sopra sotto le mensole, aggiungi e togli, metti un velo o anche un pizzo, monta e smonta.
Anna ha un’immensa pazienza, passiamo il pomeriggio in mezzo alle scatole, ai nastri e ai tessuti.
Fino a finire ed innamorarci delle nostre opere, stanche e sorridenti.
Non avrei mai pensato di divertirmi tanto e tanto

 


by Maria
0 comments

Cadde

Cadde di sera, tutto in una notte all’improvviso ,
si distese lungo il fianco e si adagiò delicatamente.
Prima in punto e poi in un altro e poi ancora.
La mattina apparve nella sua bellezza, in un sottile strato di pietre preziose
che brillano all’arrivo di un raggio di sole.
è così il freddo di gennaio quello che mancava a questo inverno, caldo e insolito.


by Maria
0 comments

Lo sguardo

Voltarsi a guardare, a riconoscere i tuoi lineamenti, il tuo viso, il tuo umore.
I tuoi capelli isola felice di un biondo platino adagiati su un mare corvino, il mio invece paglierino.
Mi giro provando a farmi guidare dal tuo unico odore, a me familiare dal giorno in cui ho ascoltato l’odore della tua pelle,
bianca e profumata.
Gli occhi a te, affinchè tu non scompaia, perchè tu non ti allontani, non scappi per non tornare.
E mi giro  e mi giro mille volte ancora  e ogni volta per fortuna ti ritrovo.


by Maria
0 comments

Luna accesa

Ho acceso la luna.
Davanti ai miei occhi le stelle brillano e il freddo si fa sentire.
Ho acceso la luna e i colori del cielo sono cambiati, dal nero al blu fino all’azzurro di una nuova alba.
Ho acceso la luna e ho visto nuovi lineamenti, disteso le mani e sentito il calore di una tiepida fiamma .
Ho acceso la luna e l’ultima pagina fa il giro di volta,
il libro si chiude.
Ho acceso la luna e ai suoi occhi mi addormento.


by Maria
0 comments

Ribeira

Arrivare sorridenti e vedere volti spaesati.
Girare per le tele per ore e ore.
Ascoltare Spinosa che ci spiega Ribera al suo ultimo giorno a Napoli.
Camminare per lunghi minuti lungo il parco e vedere gli occhi di qualcuno guardare stupito i funghi
e sentire il freddo attaccarsi addosso.

Girare ancora per le tele, conoscere i personaggi, spiegare la storia, i fatti e gli avvenimenti di ciò che fu.

Provare a spolverare vecchi ricordi, passati, ripercorrendo l’antico amore per il bello, l’estetica,
i tratti di un pennello che parlano di un’anima.

Ricordarsi tutto e sperare di aver detto il giusto.

Scoprire che è così ascoltando Spinosa, storico dell’arte dalla voce e dal cuore appassionato,
che decanta Ribera come fosse il suo più caro amico,
porta in giro per una piccola sala i suoi discenti mentre spiega e racconta,
incastrando alla perfezione storia, cultura e arte del 600′ napoletano.

Restiamo seduti a guardare le tele, a parlare, di carboni, di frecce, di coltelli.

Guardo il volto crucciato di S. Domenico
mi fermo, è  lui, sono sicura il mio più nitido ricordo di questa mostra,
il suo pensiero è come il mio,
in attesa che tutto accada.


by Maria
0 comments

Tra corridoi

Passo a ritirare i referenti in ospedale al “Ruggi” di Salenro.
Bel giardino, bell’entrata, ma qualche corridoio più in là, un anziano in barella attende l’ascensore,
i pavimenti sono in condizioni pessime e anche al reparto dove ritiro il referto è tristissimo.
Sante piante, di tutti i generi, colorano un front- office triste.
Due corridoi più in là provo a cercare cose buone, ma vengo travolta dall’odore della gastronomia
i salumi mi prendono per le mani, come si fa a dire di no,
attraverso  lo spazio e  il detersivo fa a cazzotti con quel che resta dei salumi
passo in mezzo ai prodotti da forno,  mi annoia leggere le etichette e il banco frigo mi fa sentire in Groenlandia, da lontano montagne di abiti che nessuno compra,  coppie di amanti  discute per cosa mettere nelle calze.
Uno degli addetti porta via i pacchi rotti degli alimenti, c’è un carrello pieno
e mi chiedo questa roba dove vada

Ho mal di testa è meglio uscire con le mie quattro cose,
mi prometto di non tornarci più, stì posti mi fanno tristezza,
a me invece viene voglia di sorridere.


by Maria
0 comments

Ricomincio

A breve chiudo e vado da lei e da lui.
Un pò colonne portanti della mia vita, come farò un giorno senza di loro.
Mi chiederete tutto bene? Come andiamo?

Risponderò come sempre, prenderemo il caffè e parleremo a lungo,
mi dirai vai avanti e non ti fermare e come sempre Auguri!
Scenderò da casa, saluterò il rosso del camino, le travi annerite, il buio del giardino,
il freddo della strada, le nudità degli alberi e il venticello gelido.